Ho iniziato presto ad ascoltare i Velvet Underground e ad adorare la loro musica. Un rock psichedelico d’avanguardia che a quei tempi toccava solo la sfera underground nella scena musicale di New York e ancor di più degli states, potevano sentirlo le persone che conoscevano e andavano a vedere gli spettacoli di Andy Wharol (mentore dei Velvet), personalità di spicco del mondo dell’arte e della musica, omosessuali, travestiti, drag queens, junkies e chi più ne ha più ne metta. I Velvet hanno proprio iniziato a suonare come parte musicale delle installazioni e spettacoli che Andy metteva a punto.
Passò tempo prima che potessi scoprire e apprezzare la carriera solista di Lou Reed e sinceramente penso che 15 anni fa non sarebbe rientrata nei mei gusti che erano ancora non proprio ristretti ma non aperti come lo sono ora. Conoscevo ovviamente la canzone Perfect Day del film Trainspotting, Satellite Of Love era in qualche playlist che mi avevano passato, ma non mi ero mai preso la briga di cercare da quale album venissero.
Dopo aver lasciato i Velvet Underground, Lou Reed decise di intraprendere la carriera solista riuscendo ad ottenere un contratto con la casa discografica di Londra RCA che pubblicò il suo primo disco nel 1972 ma che non riuscì ad avere l’attenzione del pubblico, non aveva venduto insomma. (A me non dispiace ma è un pò noiso e senza tanta personalità, non comprerei il disco)
In quegli anni in Inghilterra stava prendendo forma il Glam Rock e David Bowie uno dei pionieri del genere stava cavalcando quell’onda, del successo, con particolare maestria. Bowie in primis era un fan dei Velvet e Lou, avrebbe più avanti dichiarato che questi ultimi erano stati in qualche modo una fonte di ispirazione, e decise di offrire il suo aiuto a Reed nella produzione del il suo secondo album, coinvolse anche il chitarrista degli Spiders from Mars, Mick Ronson.
Si dice volesse che tutti conoscessero e apprezzassero la musica nuova e vecchia di Reed e Co. Così si offri di dargli una mano con la produzione, altre voci dicono che la RCA disse a Reed che se voleva fare un secondo album questo doveva farlo con l’aiuto di Bowie. Morale della favola Reed andò a Londra per registrare il suo secondo album.
Da questa sorta di collaborazione nascerà un album culto del Rock (un po’ glam e un po’ pop) e l’album più acclamato della carriera solista di Reed.
Vicious apre l’album, un testo che parla di perversione, non a caso la canzone nasce da consiglio di Andy che aveva detto a Lou di scrivere qualcosa di perverso tipo “mi picchi con un fiore” ed è così che inizia “Vicious/ You hit me with a flower/ You do it every hour/Oh, baby you’re so vicious”, la chitarra elettrica distorta e la voce lenta e indifferente trovano un punto di incontro.
A seguire Andy’s Chest, dedicata a Warhol, somiglia più a una poesia che a una canzone infatti non è proprio cantata ma quasi parlata, l’amico di Lou era stato sparato al petto (chest) di recente, in uno degli ultimi video registrati Lou la recita senza musica, come una poesia.
Perfect Day: Tutti la conoscono come la canzone icona di Trainspotting, malinconica e profonda, un piano che con le sue note ti porta ancora più in profondità e gli archi in sottofondo che condiscono questa ballata dolce con ancora più spessore. Non si sa a chi sia dedicata all’eroina o alla sua ex, io sapevo della prima ma leggendo il testo rimane il dubbio, versi come “Just a perfect day/ You made me forget myself /I thought I was someone else/ Someone good” – “Solo una giornata perfetta/ Mi hai fatto dimenticare me stesso/ Pensavo di essere qualcun altro/ Qualcuno buono” e il finale che ripete “You’re going to reap just what you sow” “Raccoglierai ciò che semini” oh quanto mi fa pensare questa canzone, si merita proprio un posto nella mia top 100 delle canzoni più belle di sempre. A seguire in perfetto contrasto, Hangin Round dove si ritorna al rock n roll molto spensierato e direi divertente, canzone di contorno a detta di molti ma secondo me è sottovalutata.
Arriviamo a Walk On The Wild Side, uno dei singoli dell’album, uno dei successoni e ha tutte le carte in regola per esserlo, un racconto che parla di Holly, Candy, Jackie e Joe. Parla di travestiti, di prostituzione, sesso e dipendenze, ma lo fa con una certa classe e ironia. La canzone era stata censurata dalle radio ma solo in USA in quanto anche chi poteva capire l’inglese non poteva arrivare al vero significato di certe frasi come “But she never lost her head/ Even when she was giving head” Ma non ha mai perso la testa/ Anche quando stava facendo ******(beh diciamo sesso orale)”.
Un lento giro di basso accompagnato da un chitarra acustica, i violini e i cori in sottofondo e in chiusura il sax, non poteva che essere un successo. Segue la piacevole Make up dove Lou simpatizza e si schiera dalla parte degli omosessuali e i travestiti ( o LGBTQ ), che non se la passavano tanto bene in quegli anni. La tuba suonata da Herbie Flowers è così banale ed elementare che la rende una “canzoncina carina” con una grande tendenza al suono di Bowie. Satellite of Love viene considerata la migliore canzone dell’album e anche di Lou, adorabile, sentita sempre e ovunque ( ignoravo che fosse di Lou Reed ), non so se senza la voce di Bowie in sottofondo avrebbe avuto lo stesso effetto, ma è così che è andata ed è stato un capolavoro!
Wagon Wheel è un rock piacevole, con un giro di chitarra che mi fa muovere la testa ogni volta che la ascolto, ci stanno bene anche i cori femminili, la canticchio spesso “Why don’t you wake me, shake me/ Please don’t let me sleep too long”.
New York Telephone Conversation è una “canzonetta” che fa riferimento alle lunghe telefonate dei Newyorkesi e specialmente a Andy W. Il quale stava al telefono per tempi lunghissimi a parlare e parlare, con Good Night Ladies ( presente nella mia playlist Lullabies ) sono le canzoni che meno spiccano (anche se le ascolto molto volentieri ogni volta che metto il disco) in questo album e le più stravaganti direi. Nel mezzo delle due c’è I’m So Free, più Glam di così non si può! Una delle canzoni che preferisco, voce fiacca che ogni tanto si riprende per riscendere e risalire ancora, chitarra stridente e che dire dei cori Uhh Uhh, ci stanno a pennello.
Transformer si è meritato il posto nella mia collezione di vinili e anche dopo averlo ascoltato centinaia di volte, non faccio passare troppo tempo prima di riascoltarlo!
TRANSFORMER
A1 Vicious 2:55
A2 Andy’s Chest 3:17
A3 Perfect Day 3:43
A4 Hangin’ ‘Round 3:39
A5 Walk on the Wild Side 4:12
B1 Make Up 2:58
B2 Satellite of Love 3:40
B3 Wagon Wheel 3:19
B4 New York Telephone Conversation 1:31
B5 I’m So Free 3:07
B6 Goodnight Ladies 4:19
36:40 Totali
1 pensiero su “Walk on the Lou side”
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